PROGETTO PALESTINA
Il progetto prevede la realizzazione di un centro di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica che possa diventare autonomo ed operare i bambini palestinesi nel loro paese. Ciò implica il coinvolgimento e la partecipazione di molti volontari e di specialisti altamente qualificati che già dedicano il loro tempo e le loro energie per aiutare e salvare le vite di molti bambini palestinesi con cardiopatie congenite, sia con la partecipazione alle missioni a Gerusalemme, sia operando nei propri centri alcuni bambini palestinesi.
I Palestinesi della West Bank e della Striscia di Gaza al momento non hanno alcun accesso alla cardiochirurgia pediatrica né con il sistema sanitario pubblico né con quello privato, se non tramite organizzazioni non governative oppure missioni operatorie di volontari. Lo scopo di questo progetto è di creare una unità indipendente di cardiochirurgia pediatrica che possa offrire una soluzione ai molti bambini palestinesi affetti da malformazioni cardiache. I 4 milioni di abitanti della Palestina (Striscia di Gaza e West Bank), con un tasso di nascita pari al 2,7%, necessiterebbero approssimativamente di 500 operazioni cardiochirurgiche all’anno e di 500 cateterismi diagnostici ed interventistici pediatrici.
La mancanza di servizi di cardiochirurgia e cardiologia invasiva in Palestina significa che molti bambini non possono avere cure appropriate, con il conseguente alto tasso di mortalità.Alcuni bambini muoiono senza diagnosi, mentre altri non possono avere le giuste cure perché non possono accedere a centri di cura al di fuori del paese.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con IPCRO (International Palestinian Cardiac Relief Organization), con il dott. Giancarlo Crupi, cardiochirurgo pediatrico presso gli Ospedali riuniti di Bergamo e già presidente di IPCRO, e con l’Associazione Palestine Children’s Relief Fund (PCRF), fondata e presieduta da Steve Sosebee.
